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Il ballo...

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Buonasera, oggi mi sento di raccontare un pò qualcosa di nuovo della mia vita pertanto vorrei parlare dello sport. Non so se ho mai preso questo discorso ma fino a 6 anni fa circa ero una super sportiva poi, con la gravidanza esattamente al terzo mese ho smesso di fare kike boxing. Bhè un pò per la pericolosità essendo incinta un pò perchè ho preferito fare del nuoto. Da quando sono piccola i miei mi hanno sempre fatto fare sport: dal nuoto alle arti marziali alla danza. Ho iniziato con la danza classica; figlia femmina è normale. Mia madre mi portava in questa scuola e ricordo il parquet chiaro per terra e tutte le sbarre al muro davanti gli specchi. La sala era molto grande, forse perchè piccina io. L'insegnante, la classica signora che con il bastone di legno dava il tempo insegnandoci pian piano a ballare. Eravamo una decina di bambine, forse più di cui un paio mie compagne di scuola. Non ho molti ricordi tranne le foto dei saggi scattate. Mi piaceva ballare, fare le pu...

La fotografia secondo me.

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Ciao ragazzi, siamo ormai agli inizi della primavera 2017, esattamente nel mese di marzo. La mia "carriera" prosegue e devo dire, abbastanza bene. Ho deciso di mettere su un post spiegando e raccontando cosa è per me la fotografia. Fotografia, foto o ritratto stampato (ormai quasi non più essendo tutto digitalizzato), parole molto forti, che ti danno un senso di fermo, di stop! Ecco quello che è per me una fotografia volendolo spiegare in una parola ed anche molto corta è questo; un fermo! Certo ultimamente con questo verbo mi vengono in mente anche ben altre cose, ma quello che vorrei spiegare è lo stop; il fermarsi del tempo racchiuso in quell'immagine. A me piace tanto come meccanismo. Una cosa unica anzi più unica che rara in quanto niente tranne la mente può fermare il tempo. In realtà nemmeno la mente perchè è il tempo stesso che, vuoi o non vuoi ti porta a dimenticare il passato e a scordarti le situazioni o i ricordi. La foto sta li, ferma ed è co...

I consulenti

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Vi è mai capitato di sentir parlare di consulenti? A me si, la prima volta nel famoso giugno 2014 quando misi piede nel "castello" della mia vecchia azienda. Mi sono trovata catapultata in un gruppo di persone non tutti appartenenti alla stessa società, o meglio, c'erano i dipendenti e i distaccatari come me ma, c'erano anche delle figure chiamate "consulenti". Mi è stato spiegato che questi signori lavoravano in una azienda ma in realtà appartenevano o provenivano da un altra. Pertanto queste persone o chiamateli come meglio credete si trovavano a lavorare qui ed avevano determinati compiti (solitamente da quello che ho visto e che sto vedendo mansioni piuttosto importanti), interagivano con i dipendenti, con i gruppi e con i progetti ma pagati da tutt'altre società in base al livello o alle ore lavorate. Alcuni sono anche a partita iva. In pratica hanno degli appalti per uno o più anni presso una società e poi, al termine vengono spostati...

21/12/2016 il giorno del giudizio...

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Ed eccomi qui, Poco presente ultimamente ma con una grandissima voglia  di scrivere quello che penso, sento e vedo in questi ultimi giorni. Non voglio fare nomi per adesso ne altro, mi limiterò ad oscurare o a mettere i puntini su quello che va tenuto nascosto. E sia ben chiaro, non lo faccio per privacy ma, solamente perché "lo squalo" (così chiamato dal mio caro amico e collega Alessandro) o peracottaro dal mio collega Marco sta pagando gente per controllare e poi prendere atti legali quello che viene pubblicato e scritto nei social. Esattamente oggi é il 24/12/2016 pertanto, vigilia del santo Natale e, purtroppo, come già avrete sentito o letto più volte al 21/12 più di mille persone a Roma hanno perso il posto di lavoro compresa me. Purtroppo nulla é servito a nulla; gli sforzi di persone, amici, colleghi che a mio avviso andrebbero santificate oltre che ringraziate non ha portato a niente tranne che allo sconforto più totale e haime anche alla critica oltre che a...

...Questione di pancia... e di stomaco

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Si perché per lavorare qui dentro ci vuole pancia o stomaco o fate voi. Saperli ascoltare, saperli comprendere, saperli aiutare e soprattutto saperli sopportare a lungo andare ti stanca e finisci per voler essere ascoltata, capita, aiutata e sopportata pure tu. Lavorare in un call  center per molto tempo (ormai parliamo del lontano 2000) ti insegna a conoscere gran parte delle persone con cui parli e a capirle ancor prima che loro ti facciamo la domanda. È come un sesto senso nei confronti degli altri, tipo gli psicologi che riescono a capire che tipo sei ancor prima di sentirti parlare. Ho sempre detto ai miei amici che in un call center ce ne è per tutti i gusti, sia come personale dipendente sia come chiamanti. Da quando lavoro qui ne ho viste e vissute davvero tante di situazioni; basta pensare ai servizi per cui ho lavorato durante questi anni. Parliamo di assistenza clienti per grandi compagnie telefoniche ad help desk tecnico di programmazione installazione e manu...

Çes't la vie...

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Non so ormai quanti mesi, anni non metto mano in questo blog e nemmeno a dir la verità ricordo quello che ci avevo scritto. Mi é passato davanti gli occhi il titolo che avevo dato a questo e, devo dire che di tempo ne é trascorso pertanto bisognerebbe apportare alcune modifiche. Ricominciamo quindi: Siamo All' 11 novembre 2016, vado per i 36 ormai è mia figlia ne ha compiuti 5 a luglio. Direi che ne è trascorso di tempo, sicuramente molto dal mio ultimo post. Sono a casa in questo momento e, nonostante i turni che effettuo solamente su matrice notturna ma part time ovviamente mi sono rimessa in testa di continuare questa avventura da "blogger".  Mi viene da ridere solo a pensarci! In realtà non so nemmeno a chi vorrei far arrivare i miei messaggi; mi verrebbe da dire a tutti ma anche a nessuno visto che di "amarezza" come dico spesso io nelle mie pagine social ne ho da vendere. Ma perché non riprendere? Magari qualcuno potrebbe farcisi due risate. ...

...A new work...

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Buongiorno, anzi buon pomeriggio. È un pó che non scrivo in questo blog ma ora vi dirò il perché. Siamo al 15 giugno 2014, giornata da schifo direi visto i temporali che si stanno abbattendo ovunque. Oggi scrivo dal mio amatissimo divano dopo una settimana che manco da casa. Ovviamente non perché sono in ferie, anzi, se devo dirla tutta molto probabilmente ferie quest'anno non le vedró. Vorrei perdere tempo a raccontare ma oggi m sento di poche parole pertanto cercherò di essere più concisa possibile; dall'inizio della scorsa settimana esattamente parliamo di lunedì 9 giugno presto servizio presso una sede diversa della mia azienda,con mansioni diverse, orari diversi e soprattutto stipendi diversi. Avevo richiesto molto tempo fa, parliamo di ottobre scorso il trasferimento di sede per poter lavorare più vicina a casa e con orari differenti rispetto ai turni che seguivo prima. Ovviamente sempre rifiutati dall'azienda. Io però ho insistito più volte, ripetutamente fino a ...

...La vita è tutta una password...

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Password, Che "parolona" si diceva anni fa.  Ricordo che una volta si usavano poco e niente; qualche codice per entrare nella propria casella di posta elettronica (chi ce l'aveva ovviamente) oppure per accedere ai sistemi aziendali in ufficio, ma tutto si basava su una semplice combinazione di pochi numeri o nome. Adesso è un vero e proprio caos! Solamente quando entro in azienda mi servono dai 10 ai 15 minuti per aprire tutti i sistemi. E la password per effettuare la timbratura, quella per controllare la busta paga, quella per chiedere ferie o permessi, quella per effettuare le stampe e infine tutta la serie di psw per aprire i vari sistemi aziendali. Insomma solamente in ambito lavorativo (giusto per parlare di quello) ce ne saranno una ventina che, o hai una mente con capacità di memoria molto amplia ed elastica oppure, hai la classica agenda che te le ricorda saltuariamente. Mettiamoci poi che oggi, con le nuove normative di sicurezza le psw devono aver...

Dedicata...

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Questo lo voglio dedicare a tutte le persone che, come me spesso non hanno il coraggio di parlare, di esprimersi di reagire. Non bisogna aspettare domani per dire una cosa che si pensa o si sente oggi perché domani potrebbe essere troppo tardi. Perché bisogna vivere con la convinzione di voler rifare tutte le cose fatte senza pentirsene, anche se, spesso qualcuna é stata brutta, ma che comunque sarà sempre parte della nostra vita. Non bisogna mai aspettare, bisogna agire d'istinto, d'impulso perché è così che va. Il fatto di attendere, di trovare il momento giusto, di rivedere e ripassare a mente ogni scena non ci serve a nulla, anzi ci rovina solamente tutto. Di sbagli ne ho fatti tanti e credo che ne dovrò fare ancora molti ma non mi interessa perché sono un umana e sbagliare fa parte della vita. Quando mi seggo e mi metto a pensare mi rendo conto che sono riuscita a fare cose grandiose, forse anche troppo per quello che mi aspettavo; ho raggiunto traguardi irra...

...Giornata tipo...

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Le mie giornate sono per lo più simili direi. Cerco sempre di lavorare di mattina in questi ultimi 2 anni per via della bambina, perché sennò con le rotazioni turnative che mi spettano mi diventerebbe difficile. Di solito la sveglia suona alle 6.00 ma ci sono giorni che l'anticipo. In quest'ora di tempo (minuto più o meno alle 7 che si sveglia Ale) approfitto per farmi una doccia visto che, durante la giornata non riesco a trovare nemmeno due minuti tutti per me. Quindi sapendo di potermi rilassare e chiudermi in bagno per dedicarmi solo a me stessa inizio così, una bella doccia. È ovvio che devi fare tutto in mezz'ora, non è che puoi staccarti dalla realtà più di tanto. Successivamente, calcolando che ho altrettanto tempo comincio a spicciare (o rassettare o fare pulizie dite voi, ho ricevuto anche critiche sulla parola spicciare), ovviamente anche perché questo non è che poi durante la giornata dopo il lavoro riesci a concludere più di tanto. Forse solamente il folletto r...

...Signora mi faccia lo spelling per favore...

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Il mio lavoro mi piace. Anche se spesso vorresti scollegarti dall'ufficio e far viaggiare la mente fino ai Caraibi o giù di li. Si perché non sai mai la giornata come andrà, è sempre un terno alla lotteria. A volte piuttosto tranquilla ma altre... Combattiamo e scrivo al plurale perché siamo veramente tanti tutti i giorni con clienti di vario genere che chiamano per ricevere una determinata assistenza o informazione di vario genere. Il lavoro del call center purtroppo non è facile come sembra, anzi a parer mio a volte è terrificante! Io personalmente essendo molti anni di servizio ormai ho acquistato un bagaglio lavorativo quasi infinito, ma comunque in un modo o nell'altro, come la giri la giri è sempre uguale. Purtroppo me ne rendo conto, solamente da quando faccio questo lavoro che chi ti chiama lo fa per risolvere un problema. Io sono d'accordo con loro ma la cosa bella sta nel capirli, ascoltarli e soprattutto sopportarli con tanta tanta e dico tanta pazi...

...Chi la fa, la "Selfie"...

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"Una selfie è un autoscatto di se stessi realizzato con uno smartphone o un tablet appositamente per essere poi pubblicato su  Facebook, Twitter, Instagram o altri social network ." E chi non se lo è mai fatto? Mo che ci penso qualcuno lo conosco, ma statisticamente parlando la media credo sia 1/10. Si perché oggi come oggi chi non vuole far sapere a tutti cosa sta facendo, come è vestito, che pettinatura ha, cosa ha comprato, che ha mangiato, dove sta andando, chi sta frequentando, o che sta lavorando. Sono infiniti i modi di farsi un Selfie e devo dire, a mio parere li trovo molto simpatici. Certo mi viene anche da pensare che la rete dei special network e non solo quella si sta sovraccaricando di dati in una maniera assurda, ma sinceramente non mi importa e neanche a voi immagino. Milioni di foto al giorno che vengono lanciate e pubblicate in giro nel web. La definizione è più o meno quella dell'autoritratto e a me piace. Trovo simpatico scattarmi una foto nell'ase...